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TEATRO EDUCATIVO / RAGAZZI

Francesca Fantini
presentazione + prova

martedì 22 settembre 18 - 19.30

Cosascuola è lieta di invitarvi alla PRESENTAZIONE + PROVA del percorso di "TEATRO EDUCATIVO",
previsto per MARTEDI' 22/09/2020 alle ore 18.00 nel nostro TEATRO/AUDITORIUM rinnovato!

Tale Corso è pensato e rivolto a BAMBINI ed ADOLESCENTI (ovvero agli alunni delle elementari, delle medie e delle superiori dai 6 ai 14 anni) che vede al centro della scena la docente ed attrice Francesca Fantini
 

Laboratorio sulla scoperta e consapevolezza del sé e degli elementi base del linguaggio teatrale ed emotivo 

Quali possono essere nel corso dei secoli le forme assunte dall’ispirazione drammatica e dallo spettacolo teatrale, non bisogna dimenticare che esse hanno un’origine sacra nel profondo del cuore dell’uomo”. Jacques Coupeau

 

Sin dall’inizio della storia documentata, l’umanità sembra aver sviluppato la necessità di esprimere fisicamente e in modo creativo le “esperienze di vita”, riproducendole. Queste riproduzioni, che rappresentano le nostre esperienze si manifestano spesso in forme rituali o celebrative, ognuna delle quali possiede quelli che si potrebbero definire “caratteri teatrali”, tanto che nella cultura anglosassone il concetto di teatro ha assunto un significato più ampio ed è noto con il termine performing arts (arti rappresentative).

Si può quindi affermare che il teatro è parte integrante della nostra vita sia dal punto di vista fisico sia sociale-relazionale (ogni situazione sociale viene costruita sulla base di una comunicazione simbolica, il più delle volte non verbale, ma molto espressiva e significativa), sia a livello conscio (pensiamo alle centinaia di spettacoli prodotti ogni anno da Compagnie di fama nazionale ed internazionale) che inconscio (noi presentiamo continuamente un sé agli altri ed esercitiamo un controllo sui nostri atti e sui loro effetti per esprimere ciò che vorremmo gli altri pensassero di noi quando non siamo presenti. Così facendo realizziamo caratteri e situazioni sociali che consideriamo realtà, ma in verità esistono solo nella nostra mente e per mantenerle in vita le rappresentiamo continuamente)

Il teatro ha un aspetto educativo intrinseco in quanto favorisce lo sviluppo della personalità in un contesto ludico e sociale dove la condizione imprescindibile è la presenza di comunicazione, di relazioni, scambi di pensiero e cooperazione.

Riconoscere l’altro come soggetto simile, ma diverso da noi, con proprie caratteristiche che fanno di lui un essere creativo.

In tale situazione di comunicazione e di relazione ogni singolo individuo ha la possibilità di scoprire se stesso e capacità insospettate altrimenti inespresse.

Il laboratorio teatrale è il luogo dove il bambino, così come l'adulto, incontra se stesso e gli altri in un mondo nuovo, più autentico e più libero, consapevoli che dietro l'improvvisazione di un gioco espressivo, si possono manifestare delle parti più intime e profonde di noi, come sentimenti ed emozioni che potrebbero altrimenti rimanere bloccati. Questo laboratorio teatrale intende offrire ai bambini un'occasione unica e formativa per relazionarsi con gli altri e dare quindi sfogo alla libera espressività. Il teatro viene visto come uno strumento in grado di stimolare ed allargare i meccanismi creativi e comunicativi del bambino.

Ecco perché ritengo che l’approccio al linguaggio teatrale possa essere un percorso completo per raggiungere un contatto profondo con il nostro sé, iniziare a scoprilo ed a diventarne consapevoli.

Personalmente credo che il teatro sia assolutamente fondamentale per la crescita di ogni singolo bambino soprattutto in questa epoca dominata dai mezzi massmediologici di comunicazione, oltre che un fattore di formazione culturale e civile, anche un valido strumento di lettura e di analisi critica della realtà. Il teatro è la forma più alta dell'espressione del corpo e del linguaggio. Con esso i bambini imparano a muoversi nello spazio, ad esternare le proprie emozioni, a dialogare e socializzare con gli altri bambini, a prendere consapevolezza della propria persona e del proprio essere.

L’efficacia didattica del teatro si basa sulla possibilità di un coinvolgimento emotivo ed affettivo dei ragazzi. Grazie all’attività teatrale i ragazzi possono manifestare la fantasia di entrare in altri mondi e la capacità di assumere ruoli a loro pertinenti.

Grazie al teatro i bambini avranno l’occasione di:

- Scoprire il proprio mondo interiore, qualità e talenti

- Imparare a gestire meglio le emozioni e le relazioni con l’altro

- Superare inibizioni e paure

- Migliorare le abilità comunicative, sia verbali che non verbali

- Sostenere l’inventiva e la creatività  …e tanto altro!

 

In particolare il corso sarà strutturato in alcuni STEPS:

Gli allievi svolgeranno esercizi-gioco per intraprendere la CONOSCENZA dello spazio scenico. Esse è l’elemento base dell’azione teatrale, è importante quindi acquisirne il senso e sapervisi muovere. Uno spazio convenuto, una sorta di accordo tacito tra i membri di tutto il gruppo. Una volta stabilito, lo spazio scenico deve essere rispettato perché diventa il luogo magico dell’evento teatrale.

La GESTIONE dello spazio quindi è il primo punto su cui lavoreremo perchè saper stare nello spazio è la base di una persona che abita il mondo. Il bambino si deve accorgere che il suo “dentro” è legato al “fuori”, dunque che è formato da un corpo, il quale occupa uno spazio, si muove nello spazio, ha una direzione e si relaziona con gli altri tramite lo spazio.

La scoperta di questo spazio tramite un’ esplorazione concreta (attraversare lo spazio correndo, camminando; lentamente, velocemente; in ogni direzione possibile, gesticolare, sperimentando velocità e lentezza, dilatare il movimento dalla piccola vibrazione di un dito a tutto il corpo... I modi, se ci si lascia andare, possono diventare molteplici) fa sì che i bambini si comincino ad abituare ad alcune regole ed aumentare la loro percezione oltre che di se stessi anche degli altri e dell’ambiente circostante.

Abitare lo spazio significa, dunque, rendere coscienti gli stimoli, osservarli e usarli in funzione espressiva. La scena va costruita, organizzata. Il che non implica necessariamente un apparato scenografico o suppellettili varie (sedie, tavoli, poltrone, etc.); la scena può essere elaborata nei modi più vari e può anche essere lasciata vuota, costruita dal movimento degli attori e dalla luce (come avviene spesso per la danza)1.

Posso prendere un qualsiasi spazio vuoto e chiamarlo palcoscenico vuoto. Un uomo attraversa questo spazio vuoto mentre qualcun altro lo guarda, e questo è tutto ciò di cui ho bisogno perché si inizi un atto teatrale”2.

In un certo senso con il teatro bisogna ricominciare daccapo anche nelle cose più semplici, come camminare, muovere la testa, emettere suoni...

La seconda fase sarà la scoperta del proprio corpo in tutte le sue potenzialità, proprio di quel corpo che si muove nello spazio in relazione con gli altri.

Attivare la corporeità vuol dire sviluppare la percezione di sé ed attraverso questa la propria coscienza. In questo modo si impara come le singole parti del corpo interagiscono e ad esercitare un controllo sui movimenti.

L'uso del corpo viene finalizzato anche al mettersi in rapporto con gli altri per comprendere e conoscersi per questo il linguaggio teatrale esercita la corporeità che può avere notevoli effetti educativi e didattici nella formazione globale ed integrale dell'individuo.

Con questi giochi ed esercizi si approfondisce la conoscenza delle possibilità espressive del corpo: i bambini diventano più consapevoli della forza comunicativa ed espressiva dei gesti, sono indotti a riflettere sulla correlazione tra movimenti ed emozioni e scoprono che la comunicazione umana passa in grande misura attraverso il linguaggio non verbale che può competere per chiarezza ed efficacia con l'uso della parola e quasi sempre ne supporta il significato.

La voce è in fondo un gesto con cui l’attore occupa “spazio sonoro”, anzi per gran parte del teatro la parola, e quindi la voce, è il gesto principe con cui l’attore domina la scena ed il pubblico. Bisogna portare i bambini a capire quanto l’intonazione ed il ritmo della voce siano fondamentali per veicolare il significato delle parole e per sostenere il senso ed il valore del linguaggio verbale. Il lavoro sulla voce è importante non solo per esplorare e potenziare le capacità espressive di ognuno, non solo per arricchire le scene e i personaggi, ma soprattutto perché la voce rivela molto sul nostro stato (emotivo, caratteriale, tonico-muscolare…). La voce mette in comunicazione il nostro dentro con l’esterno, l’io con il mondo.

Avere consapevolezza della voce è molto importante perché la voce, ci mette subito in comunicazione con la parte emozionale di noi stessi Come è la nostra voce? Noi non ci sentiamo come ci sentono gli altri (questione fisica), quindi per prendere coscienza della voce non bisogna lavorare sull’impostazione della voce, ma sulla consapevolezza: ognuno va rispettato nella sua unicità, va salvaguardata. Se abbiamo consapevolezza, possiamo utilizzare la nostra voce a seconda delle necessità, degli obiettivi, dei luoghi in cui ci troviamo e di ciò che vogliamo comunicare.

Durante l’esperienza del laboratorio, affronteremo anche la consapevolezza ed il controllo della respirazione, per liberare la mente da ogni genere di resistenza e timore ed entrare in comunicazione innanzitutto con sé stessi e con gli altri. Un elemento indispensabile per poter arrivare ad uno stato di espressione scoprendo che è la forza che alimenta il movimento e il corpo.

Uniremo tutti gli elementi acquisiti per la costruzione di una RAPPRESENTAZIONE TEATRALE (dicembre 2018 e maggio 2018) in cui la musica che contraddistingue questa scuola si unirà alla recitazione per la messa in scena, divenendo partner integrante della performance.

CONCLUSIONE

Un percorso dunque sia dal punto di vista fisico che emotivo; il laboratorio teatrale condurrà a fare i conti col proprio spessore corporeo, scoprendo pian piano la sua plasticità espressiva e le sue potenziali capacità nella gestione dello spazio scenico, ma si lavorerà anche sulla voce, non tanto per portare i fruitori ad una dizione corretta, ma quanto per renderli consapevoli delle modalità espressive dell’organo vocale e come l’intonazione ed il ritmo siano fondamentali per veicolare il significato delle parole.

Il lavoro sullo spazio, sul corpo, sulla voce e respirazione quindi per potenziare le capacità espressive di ognuno e per scoprire qualcosa in più di se stessi, perché corpo e voce rivelano molto sul nostro stato emotivo, caratteriale, tonico-muscolare…un mezzo per comunicare il nostro “dentro” con l’esterno, l’io con il mondo.

Non si tratta solamente di “insegnare il teatro”, ma soprattutto di consolidare la fiducia nelle proprie capacità ed aprire così la strada alla creatività espressiva, alla spontaneità fisica e verbale.

 

Una didattica mirata dunque, non solamente alla trasmissione di conoscenze, ma soprattutto alla crescita globale, alla formazione del bambino in tutte le direzioni della sua personalità.

Un Fare teatro, che significa esprimersi liberamente, imparare a conoscere se stessi e la società, progettare, creare e mettersi in relazione con gli altri in uno stesso cammino, in un contesto di gioia, di felicità, di gioco. Perché “se non c’è gioco, non c’è divertimento, se non c’è divertimento non c’è voglia di fare, se non c’è voglia di fare non si continua a lavorare con la stessa intensità di voglia, di gioco, di divertimento nel tempo”.3

Il teatro è un fatto educativo perché è comunicazione, è relazione e solo in questo rapporto bidirezionale può stare l'autentico atto formativo.



 

1L. Falqui, “il vostro spettacolo. Fare teatro a scuola”, edizioni Clio, Grafiche Sognate, Città di Castello (PG) 1996, p. 8.

2 P. Brooke, “La porta aperta”, edizioni Anabasi, Milano 1994, p. 13.

3M. Bernardi, R. Frabetti, “Naviganti. Ragazzi e teatro: incontri di laboratorio, incontri di vita”, edizioni Pendragon, Bologna 2000, p. 27

 

 

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